The Social Post http://www.thesocialpost.it Informazione a 360° 2017-11-19T10:42:14+00:00 it-IT Rigopiano, il padre di una vittima: “Devono pagare dal primo all’ultimo” http://www.thesocialpost.it/2017/11/14/rigopiano-padre-vittima-devono-pagare-primo-ultimo/ http://www.thesocialpost.it/?p=233206&nanalab-fbia=test 2017-11-14T15:13:13+00:00 Silvia Nazzareni Marinella Colangeli lavorava all'hotel Rigopiano: dal 18 gennaio scorso, i suoi genitori si chiedono se qualcosa (o qualcuno) avrebbe potuto evitare la sua morte

Rigopiano, il padre di una vittima: “Devono pagare dal primo all’ultimo”

Marinella Colangeli lavorava all'hotel Rigopiano: dal 18 gennaio scorso, i suoi genitori si chiedono se qualcosa (o qualcuno) avrebbe potuto evitare la sua morte

Cronaca

Silvia Nazzareni

Marinella Colangeli, lo scorso 18 gennaio, era all’Hotel Rigopiano di Farindola. Stava lavorando (era la responsabile della Spa) ma, come tutti quel giorno, era preoccupata: la neve continuava a scendere imperterrita, e la montagna minacciava di farsi sentire. Si coglievano le prime scosse di terremoto. Alle 16.49, ogni persona presente all’Hotel Ricopiano è stata travolta dalla forza distruttiva di una valanga che ha spezzato 29 vittime, tra cui quella di Marinella. Un anno dopo, i suoi genitori si chiedono ancora cosa sia successo, su quella montagna, quasi un anno fa.

Come fantasmi

La vita di Nicola Colangiti, 69 anni, e di sua moglie, è quella di due fantasmi: “La nostra vita è un inferno. Il giorno provi a lavorare ma la notte... La notte non passa mai. Mia moglie è imbottita di medicine, io non riesco a dormire” dice a Quotidiano.net. Marinella è morta subito dopo aver scambiato, al cellulare, qualche parola con la sorella: "Marinella quel pomeriggio stava parlando al telefono con la sorella che abita a Penne. Era crollato un supermercato, chiedeva se c’erano stati morti. L’altra mia figlia, Antonella, ha fatto solo in tempo a rispondere di no, su questo la linea s’è interrotta. Erano le 16.49: in quel momento è finito tutto". Alle 16.49, la montagna schiaccia l’hotel, lo sposta dalla sua sede di parecchi metri, fa rotolare con lui le persone al suo interno. Qualcuno si salverà, grazie a un misto di fortuna, caso e bravura nei soccorsi.

Rimane solo la rabbia

Ai Colangeli non rimane che il ricordo della figlia, e la rabbia per una tragedia che era un po’ attesa: "Si dovevano pulire solo nove chilometri di strada, nove chilometri capito? Nel 2017 non si può morire come topi. Non si possono lasciare quaranta persone così, con ’sti mezzi che stanno per il mondo, dopo la disgrazia sono arrivati persino dalla Svizzera". Per Colangeli, si poteva prevedere quello che è successo: "Tutti sapevano che tempo faceva e quanta neve sarebbe caduta. Ci voleva la turbina, le strade di montagna qui si sono sempre pulite così. Io più che al prefetto vorrei chiedere perché alla Provincia e alla Regione. Avevano garantito la massima sicurezza. Invece dal 17 si è bloccato tutto ed ora eccoci qua. Devono pagare, dal primo all’ultimo".

A Ricopiano ci sono ancora i segni della tragedia. I camion corrono sulla strada che porta a Farindola, perché ci sono ancora tante macerie da portare via. Per Nicola Colangeli, è solo un motivo per provare ancora più rabbia: “Cosa vengono a fare qui, cosa cercano? Sotto queste macerie sono seppelliti i nostri ricordi. Ci hanno restituito il cellulare di Marinella, ma è in condizioni pessime. Là sotto ci sono le valigie di nostra figlia, aspettiamo di riaverle, come tutti”.

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Il difficile passato di Nicolò Raniolo, affetto da autismo e dislessia http://www.thesocialpost.it/2017/11/14/difficile-passato-nicolo-raniolo-affetto-autismo-dislessia/ http://www.thesocialpost.it/?p=233189&nanalab-fbia=test 2017-11-14T12:51:01+00:00 Monica Iacobucci Lo ha raccontato nel corso di un'esterna, confessando: "Costretto a contare sull'insegnante di sostegno"

Picchiata numerose volte in appena 2 mesi di relazione: 24enne denuncia il neo-fidanzato

Roma, un'altra storia di violenza sulle donne. Una studentessa di 24 anni ha denunciato e fatto arrestare il neo-fidanzato di 35 anni che le aveva addirittura strappato una ciocca con il cuoio capelluto dopo l’ennesimo pestaggio

Cronaca

Veronica Tallarico

Un’altra storia di violenza sulle donne, fortunatamente interrotta prima che potesse sfociare in tragedia. Una relazione appena iniziata si è trasformata in un incubo per una giovane studentessa di 24 anni, che dopo l'ennesimo abuso ha trovato la forza di denunciare il compagno e di fare arrestare l’uomo.

Una storia che si è subito trasformata in incubo

D., nome di fantasia, è una ragazza di appena 24 anni che studia, abita da sola e per mantenersi lavora. I.M.V. ha invece 35 anni ed è di Castelgandolfo: per vivere fa il cameriere. La storia inizia come qualsiasi altra storia d’amore, si conoscono, si piacciono e decidono di stare assieme. Ma al primo diverbio I.M.V. fa un gesto che la ragazza non si sarebbe mai aspettata: la colpisce, lei urta contro un tavolo e si ferisce alla gamba. E questo episodio di violenza sarà solo il primo di una serie che purtroppo vedrà D. soccombere alle violenze dell’uomo. Quando I.M.V. non vive a Roma da D. torna ad Albano Laziale ed è proprio da qui che l'uomo continua a intimorire la fidanzata con una serie minacce: "Ti ammazzo"; "Putt**a"; "Non ti faccio più vivere", le scriveva.

L’aggressione e la chiamata di soccorso

Il 23 Ottobre scorso I.M.V. torna a trovare D. a Roma: questa volta le angherie dell'uomo sono ancora peggio delle precedenti. Il 35enne è così violento da riempire D. di lividi e da strapparle una ciocca di capelli compreso il cuoio capelluto. Nonostante la paura, il sangue e il dolore D. riesce a chiamare il commissariato del Viminale. "Aiutatemi, il mio ragazzo mi ha picchiata. Ho paura che mi uccida", racconta la giovane durante la telefonata.

Quando gli agenti sono intervenuti, hanno trovato D. nell'androne del palazzo in cui vive: nonostante lo shock, la ragazza è riuscita subito a fornire una descrizione dettagliata dell’uomo. Subito dopo la 24enne è stata ricoverata in un ospedale romano con ferite lacero-contuse che hanno richiesto diversi giorni di prognosi.

L'uomo aveva precedenti per violenze

Gli agenti diretti dalla dirigente della Polizia romana Giovanna Petrocca si sono subito messi al lavoro per ispezionare l’appartamento dove è avvenuta la violenza: qui hanno trovato ogni prova riconducibile all'abuso, compresa la ciocca di capelli. I.M.V. nonostante la denuncia della fidanzata è stato inizialmente lasciato a piede libero dalla procura di Velletri. Il commissariato del Viminale però ha successivamente deciso di non chiudere il caso e di raccogliere ulteriori prove, portate poi all'attenzione del procuratore aggiunto Maria Montenapoleone, peraltro a capo del pool specializzato in questo tipo di reati.

La fedina penale dell’uomo non è pulita, infatti I.M.V. ha precedenti penali ed un passato già da aggressore nei confronti della sua ex e della sua famiglia. Così mercoledì scorso I.M.V. viene finalmente arrestato. Le accuse per l'uomo sono di stalking e maltrattamenti in famiglia, con l'aggravante dei futili motivi e dell'aver infierito su una persona che non poteva difendersi a dovere.

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Alfano: Italia pronta a costituirsi come parte civile nel processo di Cesare Battisti http://www.thesocialpost.it/2017/11/14/alfano-italia-processo-battisti/ http://www.thesocialpost.it/?p=233140&nanalab-fbia=test 2017-11-14T11:49:11+00:00 Federico Actis Il ministro degli Esteri Angelino Alfano, nella conferenza stampa tenuta alla Farnesina, ha rilasciato nuove dichiarazione in merito al caso Cesare Battisti

Ferrara: musicista operato di tumore al cervello mentre suona il clarinetto

Ferrara - È stato eseguito per la prima volta In Italia il primo intervento chirurgico per tumore cerebrale in cui il paziente è stato operato da sveglio, in questo caso mentre suonava il clarinetto

Attualità

Ester Ruta

È all'ospedale S.Anna di Ferrara che lo scorso settembre – anche se la notizia è stata resa nota adesso – è stato eseguito il primo intervento chirurgico per tumore cerebrale in Italia in cui il paziente è stato operato da sveglio, in questo caso mentre era intento a suonare il clarinetto. L’operazione è stata effettuata nel reparto di Neurochirurgia, diretto dal dottor Michele Alessandro Cavallo, considerato già un punto di riferimento per quanto riguarda gli interventi in awake surgery, ovvero da svegli.

Condizione del paziente: vigile e collaborativa

Il paziente è stato sottoposto all’intervento chirurgico per tumore cerebrale mentre versava in una condizione vigile e collaborativa. L’obiettivo dell’operazione era sia asportare più massa possibile e sia ridurre al minimo i possibili danni alle funzioni cerebrali causati dalla chirurgia. Per monitorare le funzioni motorie esistono già diverse strumentazioni in grado di farlo. Così non è per quanto concerne le funzioni sensitive. Come reso noto "l'intervento avrebbe potuto essere eseguito in awake surgery con monitoraggio intraoperatorio della funzione motoria grazie alla registrazione dei 'segnali elettrici' da parte dei neurofisiologi" ma, essendo il paziente un musicista professionista – che suona il clarinetto – è stato possibile per i medici provare a presidiare anche il sensitivo. L'intervento in totale è durato ben 4 ore e per metà di esse il musicista è stato completamente sveglio e intento a suonare il clarinetto.

Fondamentale la complicità del musicista durante l'intervento

Il tumore, situato nell’area cerebrale sensitiva destra – ovvero quella da cui deriva la percezione della sensibilità al lato sinistro, tra cui mano e braccio -, la scorsa estate aveva provocato al paziente una crisi epilettica. Essendo il paziente un musicista professionista - in particolar modo in questo caso suonando uno strumento che richiede dei movimenti svelti, precisi e quasi meccanici delle dita - è stato possibile effettuare l’operazione chirurgica con la “complicità” del paziente che è stata basilare per la riuscita dell’intervento. Il paziente suonando il clarinetto durante l’operazione stimolava delle zone cerebrali specifiche richiamando dei complessi disturbi sensitivi. Così collaborava alla riuscita dell’intervento informando i medici quando non riusciva ad utilizzare perfettamente le dita della mano sinistra – sintomo di un’alterazione provvisoria della sensibilità -. Questo era riscontrabile anche nella sua non perfetta esecuzione dei brani.

L’asportazione della neoplasia, come dimostrato dalla risonanza magnetica post-operatoria, è avvenuta con successo. A dimostrazione di ciò, il paziente ha successivamente inviato ai medici un video in cui è chiaramente visibile che esegue alla perfezione i brani, riuscendo a suonare nuovamente il clarinetto eccellentemente.

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Dichiarazione redditi: i cittadini non dovranno più presentarla http://www.thesocialpost.it/2017/11/14/dichiarazione-redditi-cittadini-non-presentarla/ http://www.thesocialpost.it/?p=232953&nanalab-fbia=test 2017-11-14T11:36:30+00:00 Tiziana Virdi Entro 5 anni i cittadini non dovranno più presentare la dichiarazione dei redditi ma ci sono altre novità che riguardano il Fisco

Tu si que vales: concorrente misterioso incanta tutti col pianoforte, poi rivela la sua identità

Un concorrente misterioso si è presentato davanti ai giudici: "Non voglio che il mestiere che faccio oggi vi influenzi nel giudizio della mia performance"

Gossip e Spettacolo

Monica Iacobucci

Nella puntata andata in onda ieri, sabato 18 novembre, a Tu si que vales si è presentato un concorrente misterioso. Incappucciato, si è seduto al pianoforte e ha incantato pubblico e giudici.

Solo alla fine della sua esibizione si è tolto il cappuccio e ha rivelato la sua vera identità: era il mago Antonio Casanova, al secolo Antonio Montanari, il famoso illusionista, nonché inviato di Striscia La Notizia. "La musica è stata la mia prima strada. Poi ne ho intrapresa un'altra e mi sono fatto conoscere dal pubblico" ha detto prima di cominciare la performance. "Ora vorrei vedere come sarebbe andata se avessi seguito la prima inclinazione, quella del pianista".

Standing ovation per il pianista

La sua esibizione ha convinto tutti, pubblico e giudici. Il giudizio di Rudi Zerbi è stato tecnico e preciso: "Dal modo in cui posiziona le dita sul piano rende evidenti i tanti anni di studio"Maria De Filippi ne è rimasta folgorata: "A me è piaciuto molto, grande abilità e velocità senza mai tradire il suono".

Anche il pubblico ha di certo gradito, regalando al misterioso pianista un "" schiacciante con il 91% dei voti. Qualcuno tra gli spettatori in studio alla fine grida: "Fatti vedere".

Il concorrente si toglie il cappuccio

"Non voglio che il mestiere che faccio oggi vi influenzi nel giudizio della mia performance" aveva detto prima di cominciare. Su esortazioni provenienti dalla platea, solo dopo essersi esibito il concorrente incappucciato rivela la sua vera identità.

Casanova spiega di come questa sua partecipazione a Tu si que vales significasse qualcosa di importante per lui. Con questa sua esibizione ha potuto tener fede ad una promessa fatta a suo padre tanto tempo fa. "È stata una scelta difficile che la vita mi ha costretto a fare. Avevo promesso a mio padre che un giorno avrei suonato su un palco importante e questo lo è". Poi conclude "Ora mio padre non c'è più e mi guarda dall'angolo più alto del mondo".

Qui l'esibizione:

Lasciatevi emozionare dalla musica di Antonio e dalla sua velocità di esecuzione. Ma chi si nasconde dietro il cappuccio? #TuSiQueVales

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Edith Eger: sopravvissuta ad Auschwitz grazie al talento per il ballo http://www.thesocialpost.it/2017/11/14/edith-eger-sopravvissuta-auschwitz-grazie-talento-ballo/ http://www.thesocialpost.it/?p=232704&nanalab-fbia=test 2017-11-14T11:11:55+00:00 Veronica Caliandro Catturata dai nazisti a soli 16 anni, Edith Eger riuscì a salvarsi dai campi di concentramenti dopo aver iniziato a ballare per il dottor Mengele, conosciuto come l'Angelo della Morte

Ivana Spagna inizia presto con la chirurgia plastica

Ivana Spagna, dopo tanti anni esce allo scoperto e ammette di aver fatto un intervento di chirurgia plastica a soli 16 anni

Gossip e Spettacolo

Stefania Rao

Ivana Spagna, nata in provincia di Verona il 16 dicembre 1954, è una delle cantanti italiane più conosciute all’estero. È stata una delle protagoniste della musica pop negli anni ’80 e ’90. Immortali le sue hit dance degli anni ottanta, che spopolarono in mezza Europa: Easy Lady e Call me. Addirittura entrarono nella Top 5 delle canzoni più ascoltate in alcuni paesi europei, come Francia, Spagna e Inghilterra. In tutto Ivana ha venduto più di 10 milioni di dischi.

Una carriera di tutto rispetto

Niente male per una giovane cantante italiana che si chiamava Spagna, cantava in inglese e che a detta di molti non avrebbe mai avuto successo.

Ivana naturalmente spopolò anche in Italia, partecipando più volte al Festival di Sanremo e vincendo un Festivalbar nel 1987 con il brano Dance Dance Dance.

Negli ultimi anni l’abbiamo spesso persa di vista, anche se non ha mai smesso di scrivere e cantare. Inoltre ha anche scritto dei libri, attraverso i quali ha raccontato di sé e della sua vita.

La sua prima volta con la chirurgia

Ma Spagna la ricordiamo anche per il suo look spumeggiante con i capelli biondi e i suoi lineamenti perfetti. Proprio su quest’ultimi recentemente ha spiazzato tutti, confessando di essersi sottoposta ad una serie di ritocchi estetici, addirittura in giovanissima età.

"La mia prima volta è stata a sedici anni per un naso che mi rovinava l'esistenza. In questi casi è giusto correggersi. Oggi mi massacro di ginnastica, faccio un costante lavoro attivo su me stessa e mangio sano.”

Sentimentalmente Ivana si è sposata con l'arrangiatore francese Patrick Debort, dopo una frequentazione di otto anni, ma incredibilmente le nozze durano solo una settimana.

L'ultima sua relazione risale ad un paio di anni fa, è stata infatti 15 anni con il suo manager Ugo Cerruti, ma purtroppo la storia si è conclusa

Oggi racconta di essere alla ricerca del vero amore ma di aver perso quasi del tutto le speranze:

"Confesso di essere stata un pò bugiarda con me stessa: in effetti non ci spero più. Mi prenoto per la prossima vita! Sono piena di amori pelosi e mi bastano. Sono fedeli, gelosi e affettuosi".

Alla fine il cane rimane sempre il miglior amico dell’uomo… e della donna.

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Gatto accusato del tentato omicidio di un’anziana http://www.thesocialpost.it/2017/11/14/gatto-accusato-del-tentato-omicidio-unanziana/ http://www.thesocialpost.it/?p=233112&nanalab-fbia=test 2017-11-14T11:08:52+00:00 Valentina Ciambrone In Giappone un gatto è il primo sospettato in un caso di tentato omicidio. Avrebbe colpito e lasciato in una pozza di sangue una anziana

Sottomarino scomparso: l’equipaggio avrebbe tentato 7 chiamate satellitari

I 44 uomini a bordo del sottomarino Ara San Juan avrebbero provato 7 volte a mettersi in contatto con le basi navali, senza successo. Il Ministero della Difesa è comunque fiducioso per il recupero e la messa in salvo dell'equipaggio

Cronaca

Gabriele Sebastiani

Risaliva allo scorso mercoledì l'ultimo contatto registrato con il sottomarino Ara San Juan, svanito al largo della costa argentina con a bordo 44 persone: ora il Ministero della Difesa argentina ha fatto sapere, nella giornata di ieri, che l'equipaggio avrebbe tentato per 7 volte di mettersi in contatto con la terraferma tramite chiamate satellitari, senza successo.

7 chiamate satellitari dal sottomarino scomparso

L'allarme che riguardava l'Ara San Juan era cresciuto 4 giorni fa, quando il sottomarino non aveva più comunicato nulla via radio, a 350 km delle coste della provincia di Chubut, in Argentina. Immediate erano partite le ricerche con navi e aerei che, però, non hanno ancora dato alcun frutto, anche se fortunatamente dal sottomarino è arrivato un segnale di vita.

L'equipaggio, infatti, avrebbe tentato per ben 7 volte delle chiamate satellitari, tutte le volte senza successo. Della durata che varia tra i 4 ai 36 secondi, le chiamate sono state registrate dalle 10.52 e le 15.42 di sabato 18 novembre. Oscar Aguard, ministro della Difesa argentino, ha così annunciato su Twitter i tentativi di contatto: "Abbiamo ricevuto 7 segnali di telefonate satellitari che provengono dal sottomarino San Juan; stiamo lavorando sodo per individuare il sottomarino e siamo vicini alle famiglie dei 44 membri dell'equipaggio, che presto potrebbero riabbracciare i loro cari".

Le onde dell'Atlatico potrebbero aver indebolito il segnale radio

Secondo quanto afferma il Ministero della Difesa argentino, le 7 chiamate "indicano che l'equipaggio sta cercando di stabilire un contatto" e che ciò fa ben sperare per la salute dei 44 a bordo. Il portavoce della Marina Enrique Balbi ha inoltre dichiarato che potrebbe essere a causa della potenza e dell'altezza delle onde cell'Atlantico che il segnale radio del sottomarino si sia indebolito al punto da farlo svanire nel nulla. Le ultime coordinate dell'Ara San Juan lo indicano a 432 chilometri al largo della penisola di Valdes, circa 1.300 chilometri verso sud dalla capitale Buenos Aires. Il sommergibile era atteso oggi alla base di Mar del Plata, dopo essere partito dalla base navale della Patagonia di Ushuaia.

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